RISERVE OCCULTE E ANNACQUAMENTO DI CAPITALE

LE POLITICHE DI BILANCIO

REDDITO D'ESERCIZIO

Il reddito determinato al termine dell'esercizio è il risultato di una serie di valutazioni fatte da parte dei redattori del bilancio: valutazioni che riguardano l'ammontare delle quote di ammortamento, l'entità delle rimanenze di magazzino, la previsione di spese e rischi con manifestazione futura.

E' evidente, quindi, che il reddito non è una grandezza oggettiva, ma soggettiva che risente delle valutazioni adottate: questo, però, entro certi limiti minimi e massimi, al di là dei quali si deve ritenere chei redattori di bilancio abbiano voluto porre in essere politiche fraudolente volte a falsificare i risultati esposti nel bilancio.

RISERVE OCCULTE

Si parla di riserve occulte quando il capitale viene sottostimato, cioè ad esso si attribuisce un valore inferiore rispetto a quello reale: tali riserve possono essere determinate da una sottovalutazione delle attività o da una sopravvalutazione delle passività.

Le riserve occulte possono essere considerate come degli accantonamenti occulti di utili poiché diminuendo il valore delle attività, o aumentando il valore delle passività, l'utile rilevato è inferiore rispetto a quello realmente conseguito.

Si può ricorrere alla costituzione di riserve occulte nei periodi nei quali l'azienda realizza degli utili elevati, per occultarne una parte, mentre nei periodi meno favorevoli si può cercare di ridurre tali riserve al fine di diminuire le perdite o aumentare gli scarsi utili rilevati. Le riserve occulte, quindi, possono essere impiegate per stabilizzare i redditi nel corso dei vari esercizi.

ANNACQUAMENTI DI CAPITALE

Si parla di annacquamenti di capitale quando il capitale viene sovrastimato, cioè ad esso si attribuisce un valore superiore rispetto a quello reale: tali annacquamenti possono essere determinati da una sopravvalutazione delle attività o da una sottovalutazione delle passività.

L'annacquamento di capitale può essere considerato come una riserva occulta negativa.

Essi sono più pericolosi della costituzione delle riserve occulte poiché nascondo delle perdite subite dall'azienda e possono portare alla distribuzione di utili fittizi, cosa che danneggia, oltre l'azienda, anche i creditori.

ALCUNI ESEMPI

Esempio 1:

si ipotizzi che al termine dell'esercizio si abbiano in magazzino 5.000 pezzi di una data merce X.

La merce ha:

  • un costo di acquisto di 10 euro il pezzo;
  • un prezzo corrente alla chiusura dell'esercizio di 11 euro il pezzo;
  • un prezzo presunto di vendita di 15 euro il pezzo.

Se la valutazione viene fatta a 10 euro al pezzo, le rimanenze di magazzino varranno 50.000 euro: una valutazione prudenziale rispetto al prezzo che si presume di poter ricavare dalla vendita della merce.

Se la valutazione viene fatta a 15 euro al pezzo, le rimanenze di magazzino varranno 75.000 euro: in questo modo si andranno ad anticipare dei profitti non ancora realizzati.

Una valutazione inferiore a 50.000 euro porterebbe ad una sottovalutazione delle attività e alla costituzione di riserve occulte, mentre una valutazione superiore a 75.000 euro porterebbe ad una sopravvalutazionedelle attività e all'annacquamento del capitale.



Esempio 2:

si ipotizzi che, al termine dell'esercizio, il deprezzamento subito da un impianto ammonti a 10.000 euro.

Se l'ammortamento viene iscritto in bilancio per un valore notevolmente superiore a 10.000 euro si ha un annacquamento del capitale, mentre se viene iscritto per un valore notevolmente inferiore si ha una riserva occulta.

CAPITALE NEL SUO COMPLESSO

Poiché il capitale netto è dato dalla somma algebrica di tutte le attività e le passività aziendali, non si può parlare di riserve occulte o di annacquamento del capitale con riferimento alle singole poste, ma solamente con riferimento al capitale nel suo complesso.

 
 


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